CURRICULUM VITAE

LUOGO e DATA di NASCITA: Napoli, 12 gennaio 1751.
LUOGO e DATA di MORTE
: Napoli, 4 gennaio 1825.

MATRIMONI
:
I) 7 aprile 1768 per procura e 12 maggio 1768 con Maria Carolina d'Asburgo-Lorena (1752-1814);
II)
27 novembre 1814 con Lucia Migliaccio (1770-1826) .
F I G L I
:
- Maria Teresa (1772-1807); - Maria Luisa (1773-1802); - Francesco (1777-1830); - Maria Cristina (1779-1849);
- Maria Amelia (1782-1866); - Maria Antonia (1784-1806); - Leopoldo (1790-1851).

PROCLAMAZIONE: Messina, 20 maggio 1815.
DURATA del REGNO: 20 maggio 1815- 4 gennaio 1825.
STEMMI CENSITI:
1816 A; 1816 B; 1821;1824; SIGILLI CENSITI: 1816; 1820.

(*WORK IN PROGRESS)

*ATTI PRINCIPALI (Elenco)
: 1815; 1816; 1817; 1818; 1819; 1820; 1821; 1822; 1823; 1824; 1825.

MINISTRI NOMINATI - ELENCO DEI TITOLI E RICONOSCIMENTI NOBILIARI CONCESSI

Gli atti indicizzati sono desunti dal progressivo spoglio della Collezione delle leggi e de' decreti reali del Regno delle Due Sicilie. I regesti sono pubblicati dal e sul blog Decretiamo, mentre sigilli, stemmi e documenti correlati sono censiti su Stemmi e Sigilli.
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lunedì 8 aprile 2013

"Figlio carissimo". Lettera del padre-re al figlio-principe reggente

Si riporta di seguito il testo integrale della Lettera di S.M. il Re a S.A.R. il Principe Reggente  inviata da Ferdinando I a suo figlio Francesco, e spedita da Lubiana il 28 gennaio 1821, come pubblicata sotto il numero 1 di registro della Collezione delle leggi del Regno delle Due Sicilie di quell'anno.

Figlio Carissimo,
Voi ben conoscete i sentimenti che mi animano per la felicità de' miei popoli, ed i motivi pe' quali solamente ho intrapreso ad onta della mia età e della stagione un così lungo e penoso viaggio. Ho riconosciuto che il nostro paese era minacciato da nuovi disastri, ed ho creduto perciò che nessuna considerazione dovesse impedirmi di fare il tentativo che mi veniva dettato da' più sacri doveri. Fin da' miei primi abboccamenti con i Sovrani, ed in seguito delle comunicazioni che mi furono fatte delle deliberazioni che hanno avuto luogo dalla parte de' Gabinetti riuniti a Troppau, non mi è restato più dubbio alcuno sulla maniera colla quale le Potenze giudicano gli avvenimenti accaduti in Napoli dal dì due di luglio fino a questo giorno. Le ho trovate irrevocabilmente determinate a non ammettere lo stato di cose che è risultato da tali avvenimenti, né ciò che potrebbe risultarne, e riguardarlo come incompatibile colla tranquillità del mio regno e colla sicurezza degli Stati vicini, ed a combatterlo piuttosto colla forza delle armi, qualora la forza della persuasione non ne producesse la cessazione immediata. Questa è la dichiarazione che tanto i Sovrani, quanto i plenipotenziarj rispettivi mi hanno fatto, ed alla quale nulla può indurli a rinunciare.  E' al di sopra del mio potere, e credo di ogni possibilità umana, di ottenere un altro risultato. Non vi è dunque incertezza alcuna sull'alternativa nella quale siamo messi, né sull'unico mezzo che ci resta per preservare il mio regno dal flagello della guerra. Nel caso che tale condizione sulla quale i Sovrani insistono sia accettata, le misure che ne saranno la conseguenza, non verranno regolate se non che colla mia intervenzione. Debbo però avvertirvi che i Monarchi esigono alcune garentie giudicate momentaneamente necessarie per assicurare la tranquillità degli Stati vicini. In quanto al sistema che dee succedere all'attuale stato di cose, i Sovrani mi hanno fatto conoscere il punto di vista generale sotto cui essi riguardano tal quistione. Essi considerano come un oggetto della più alta importanza per la sicurezza e tranquillità degli Stati vicini al mio regno, per conseguenza dell'Europa intera, le misure che adotterò per dare al mio Governo la stabilità della quale ha bisogno, senza voler restringere la mia libertà nella scelta di queste misure. Essi desiderano sinceramente che, circondato dagli uomini i più probi ed i più savj fra' miei sudditi, Io consulti i veri e permanenti interessi de' miei popoli, senza perder di vista quel che esige il mantenimento della pace generale, e che risulti dalle mie sollecitudini e da' miei sforzi un sistema di governo atto a garentire per sempre il riposo e la prosperità del mio regno, e tale da render sicuri nel tempo stesso gli altri Stati d'Italia, togliendo tutti que' motivi d'inquietudine che gli ultimi avvenimenti del nostro paese aveano loro cagionato. E' mio desiderio, carissimo Figlio, che voi diate alla presente lettera tutta la pubblicità che dee avere, affinché nessuno possa ingannarsi sulla pericolosa situazione nella quale ci troviamo. Se questa lettera produce l'effetto che mi permettono d'aspettarne tanto la coscienza delle mie paterne intenzioni, quanto la fiducia ne' vostri lumi e nel retto giudizio e lealtà de' miei popoli, toccherà a Voi a mantenere frattanto l'ordine pubblico finché Io possa farvi conoscere la mia volontà in una maniera più esplicita per lo riordinamento dell'amministrazione. Di tutto cuore intanto vi abbraccio, e benedicendovi  mi confermo il vostro
                                                                                                          Affezionatissimo Padre

mercoledì 27 marzo 2013

Atti principali del 1821

Si riporta di seguito l'elenco dei principali atti (leggi, decreti, regolamenti) del Regno delle Due Sicilie per il 1821, sotto Ferdinando I, come pubblicati sulla Collezione delle leggi:

- Lettera di S.M. il Re a S.A.R. Il Principe Reggente; - Proclamazione di S.M. il Re ai popoli del suo regno; - Manifesto per la installazione del Governo provvisorio; - Ordinanza del Governo provvisorio con cui si richiama in vigore la legge 8 agosto 1816 sulle associazioni segrete; - Decreto che ordina la presentazione delle armi alle autorità costituite; - Decreto d'istituzione di una Giunta provvisoria che esamini i casi di arresto delle persone sospette; - Decreto che annulla assunzioni, gradi, decorazioni e preminenze concessi dopo il 5 luglio 1820; - Decreto che impone a tutti gli studenti di altri luoghi presenti a Napoli di ritornare alle famiglie di origine per proseguire i propri studi; - Decreto che ordine agli studenti di Napoli l'obbligo di frequentare le congregazioni di spirito nei giorni feriali festivi, senza le quali non potranno ottenere nessun grado dottorale; - Decreto che abolisce il corpo delle guardie nazionali e tutte le compagnie franche; - Decreto che annulla qualsiasi ordine, atto e fatto ricompreso nel periodo dal 5 luglio 1820 al 23 marzo 1821; - Decreto che istituisce una Corte marziale per il giudizio in direttissima di chi asporta armi vietate e di chi fa parte della associazioni segrete; - Decreti che istituiscono delle Giunte di scrutinio per la valutazione della condotta di ecclesiastici, pensionati e pubblici ufficiali, appartenenti e dipendenti del ramo militare di terra e di mare, nonché per l'esame delle opere a stampa; - Decreto relativo a censura e spaccio dei libri stampati dal 22 maggio 1820 in poi; - Decreto che pone il divieto di scrivere sulle relazioni politiche e che ordina il ritiro dei libri in cui se ne parli; - Proclamazione di S.M. il Re nel dì della sua entrata nella capitale; - Decreto che nomina il principe di Cutò Luogotenente della Sicilia; - Decreto che accorda un'amnistia per i fatti del luglio 1820; - Decreto che priva del cingolo militare tutti gli ufficiali recatisi a Monteforte, con rinvio ai tribunali per il relativo giudizio; - Decreto che stabilisce di quali corpi debba essere composto l'esercito di terra; - Decreto che conferisce alla Real Segreteria di Stato della Casa Reale le attribuzioni per la Società reale borbonica e la Stamperia reale (e decreti relativi a quest'ultima in particolare per la continuazione della Collezione delle leggi e decreti reali); - Decreto che dispone energiche disposizioni per lo sterminio dei malfattori che infestano il regno o che possano penetrarvi dallo Stato Pontificio; - Decreto che ripristina la Compagnia del Gesù nei domini di qua dal Faro; - Decreto che pone contrabbandi e sbarco furtivo di generi e persone come infrazioni alle leggi sanitarie e li punisce con la pena di morte; - Decreto relativo all'inoculazione del vaccino anti vaiolo; - Decreto che accorda al gen. barone Giovanni de Frimont, principe di Antrodoco, un compenso di 220.000 ducati, per i servigi resi allo Stato; - Decreto che permette l'importazione o la stampa delle brochure; - Decreto relativo alla nomina di cavaliere dell'Ordine di S. Giorgio della riunione.

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